Intervento del dott. Gianni LETTA

Intervento del dott. Gianni LETTA

Mi fa molto piacere poter dare un saluto a questa platea e lo faccio con molto piacere perché questa Associazione l’ho vista nascere nelle stanze di Palazzo Chigi per merito soprattutto del Cons. Gorelli che ne è stato l’apostolo. Poi incontrandosi con il nostro presidente Not. Marocco e il Prof. Masera e il Pref. Sottile dando vita a quella che è diventata un’Associazione numerosa e qualificatissima. Siete l’elite di questo Paese che lo Stato ha voluto riconoscere come tale premiandovi  non solo per i meriti e per quello che nei rispettivi campi avete saputo fare e realizzare, ma indicandovi ad esempio a nostri concittadini.  Siete l’aristocrazia del lavoro, delle professioni, della pubblica amministrazione, dell’imprenditoria, perché rappresentate tutta la realtà sociale del nostro paese, e la rappresentate ai massimi livelli E’ questo è il significato dell’onorificenza dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, che è sulla falsa riga di quello che fanno  tutti gli Stati moderni, vogliono dare un segnale di riconoscimento e di premio al merito a chi ha ben meritato nel proprio campo di lavoro e di attività a chi ha meritato dimostrando dedizione impegno sacrificio inventiva, ma nel tempo stesso è stato un esempio anche delle virtù civiche e morali. Un buon cittadino, è un esempio di correttezza di onestà di trasparenza, parola oggi di moda e che serve a riassumere una serie di virtù un po’ desuete e dimenticate. Voi invece ne siete la testimonianza vivente siete la dimostrazione che anche in un momento così difficile e tormentato come quello che viviamo anche in una società che per tanti versi induce in tentazione a prendere strade sbagliate. Voi invece rappresentate l’esempio della retta via di come si può svolgere una professione, un’attività un incarico, in assoluta fedeltà a quei principi, a quelle virtù morali che sono il fondamento di una società di una nazione. Ed è per questo che lo stato italiano vuole riconoscere il merito e queste virtù con un segno di onore una  onorificenza che possa testimoniare, a voi la gratitudine dello stato ed agli altri l’esempio di correttezza. Non è una invenzione dell’era moderna è una tradizione antica quella che si rifà agli ordini cavallereschi che poi negli stati moderni è arrivata ad avere in ogni Stato un Ordine un riconoscimento. Tra tutti la più famosa è la Legion d’Onore. Ma mentre da noi per quella esterofilia che spesso ci distingue, per quella capacità di autoflagellazione che abbiamo o di eccessiva autocritica, noi eravamo tutti in ginocchio a guardare la Legion d’Onore e tutti ammirati di chi si poteva fregiare di quel nastrino rosso non altrettanto fino a qualche anno fa sembrava ci fosse nell’opinione pubblica la consapevolezza che pari dignità e forse maggiore significato ai nostri occhi poteva avere e doveva avere l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. E bisogna dare atto al Presidente CIAMPI e poi seguito in questo dal Presidente NAPOLITANO di avere invece rivalutato l’Onorificenza dell’ O M R I, riqualificandole perché forse l’inflazione come sempre svilisce la moneta ma anche i titoli, cioè aver fatto troppi Cavalieri poteva aver  tolto un po’ di quel valore a questo riconoscimento che invece deve essere connesso. Il Presidente Ciampi ha fatto la riforma d’accordo con noi a Palazzo Chigi, abbiamo varato una nuova normativa un nuovo regolamento è stato dato un criterio di rigore assoluto, le istruttorie soprattutto per i gradi più alti sono state rigorose severe intransigenti ed hanno guardato ai titoli cioè ai meriti da riconoscere e premiare. E’ stato cambiato anche il logo, è stato ridotto fortemente il numero delle Onorificenze di Gran Croce poche decine all’anno, anzi 25 come i Cavalieri del Lavoro, in modo da riqualificare il titolo e in pochissimi anni il prestigio è arrivato finalmente a superare anche nella coscienza collettiva il valore della Legion d’Onore.

Oggi quando si vede l’insegna di Gran Croce istintivamente vedete che la gente si rende conto così come faceva con il nastrino rosso della Legion d’Onore. Grandissimo merito del Presidente Ciampi perché ha ridato valore prestigio significato a questo riconoscimento di cui vi potete orgogliosamente fregiare e che deve essere per voi la soddisfazione di aver ricevuto un pubblico riconoscimento dallo Stato e che quindi sul piano pubblico tutti hanno riconosciuto il merito e il valore di ciò che avete realizzato e fatto ma anche la responsabilità di costituire un esempio per gli altri perché il valore di questo segno d’onore di questa onorificenza sta proprio nel valore dell’esempio e voi sapete benissimo come ha scritto qualcuno che non c’è miglior lezione che fu mai data se non l’esempio. E voi costituite nel campo della vostra rispettiva attività un esempio di efficienza di efficacia di modernità di organizzazione di responsabilità, ma anche su quel piano più ampio che dicevo prima delle virtù civiche delle virtù morali, un esempio al quale guardare. E Dio solo sa se e quanto si ha bisogno di esempi in un momento come quello che stiamo attraversando. Purtroppo in una società che è avvelenata, che è divisa, in un Paese che conosce tante difficoltà di ordine economico e forse anche tanta difficoltà di ordine spirituale e morale. Perché questa divisione questa contrapposizione questi veleni non fanno certamente bene alla coesione nazionale. In un Paese dicevo che conosce un momento di così grande difficoltà c’è bisogno dell’impegno di tutti. Ce lo ha ricordato tante volte il Presidente della Repubblica, potremo uscire dalle difficoltà e dalla crisi soltanto se ci  sarà con l’attività di Governo anche la mobilitazione di tutte le energie valide di tutti i cittadini di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo Paese. Ma ci vorrà soprattutto la mobilitazione di chi, avendo ricoperto ruoli così importanti e avendo così ben meritato e potendo e dovendo costituire un esempio per gli altri può dare anche in questo momento in questo campo un valore di appello alle coscienze. Perché solo con il concorso di tutti riusciremo a superare le difficoltà, solo se tutti ognuno per la sua parte sarà convinto di dover dare anche un personale contributo al risanamento sarà possibile coronare di successo l’azione del Governo. Non si può chiedere sempre e tutto agli altri, bisogna come le vostre vite dimostrano, come il vostro esempio testimonia dare ognuno il suo personale contributo con convinzione con determinazione con sacrificio perché possa insieme a quello degli altri rappresentate quella spinta di cui oggi il Paese ha bisogno.  Quindi caro Presidente caro Notaio l’incontro di oggi, io credo che assuma un significato maggiore, che al di là dei problemi che affronterete per dare vita e continuità all’azione dell’Associazione, al di là dei problemi che affronterete sul piano organizzativo, ci sono le iniziative rivolte ai giovani e mi piacerebbe ci fosse anche,  assieme e quelle che rappresentano la principale preoccupazione di chiunque abbia posti di responsabilità oggi, ci fosse anche una sorte di manifesto di appello alla coscienza collettiva per una rigenerazione morale di questo Paese e una mobilitazione di tutti coloro che sentono la responsabilità e il dovere di dare contributo per aiutare la nostra Italia ad uscire da queste difficoltà. Voi rappresentate tutti i campi ai massimi livelli e quindi avete una forza di trascinamento una capacità che non trova riscontro in nessun’altra associazione, una voce che si levi da questa sala per richiamare a tutti la gravità del momento e quindi un appello alla responsabilità personale di ciascuno, io penso che possa avere un grandissimo valore per il nostro Paese e possa costituire il più grande contributo che insieme oggi possiate dare all’Italia. Voi che avete sul piano personale e professionale dato un’infinità di contributi importanti per il successo di tante iniziative e di tante attività per il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione per il miglioramento della nostra vita civile imprenditoriale aziendale e amministrativa, Voi che avete fatto sul piano individuale tutto questo, potete in questo momento fare ancora di più insieme sul piano associativo. Potete rappresentare una voce che parli alle coscienze di tutti per richiamare ognuno alla propria responsabilità e al dovere di dover dare un contributo per non lasciare solo il Governo ad affrontare una crisi che è grave, che non è solo nostra che supera forse l’orizzonte del nostro Paese, che viene da lontano, ma che si deve mobilitare perché insieme possiamo e dobbiamo uscire da questa crisi per preparare un’ avvenire per le nostre nuove generazioni che sarà degno del nostro passato degno della nostra storia delle nostre migliori tradizioni che sia in linea con quello che voi avete sognato e vi siete impegnati in tanti campi e siete riusciti ad affermarvi ed affermare il valore e la storia e la tradizione del nostro Paese. Grazie e buon lavoro.

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